L’energia può rappresentare un’importante leva di sviluppo, capace di generare valore condiviso e duraturo e di diventare un motore di crescita economica, sociale e culturale. È questa la direzione in cui si muove Eni nei Paesi in cui opera. Il CEO Claudio Descalzi ne ha parlato anche recentemente in un editoriale pubblicato su “Civiltà del Lavoro”, la rivista ufficiale della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Nel numero di luglio, interamente dedicato all’Africa, Descalzi, designato Cavaliere del Lavoro nel 2025, ne sottolinea le grandi potenzialità: “Le crisi degli ultimi anni dimostrano quanto il settore energetico sia profondamente legato agli equilibri internazionali. Diversificare le fonti di approvvigionamento e rafforzare l’autonomia energetica sono diventate una priorità. Nel nuovo equilibrio globale l’Africa può affermarsi come uno dei principali protagonisti perché dispone di abbondanti risorse”. Elencandole, il CEO di Eni spiega come la loro piena valorizzazione richieda investimenti di lungo periodo e “per questo è fondamentale creare delle relazioni solide fondate su rapporti di fiducia reciproca e crescita condivisa”.
Eni è presente in Africa da oltre 70 anni. Nel corso del tempo ha sviluppato partnership con le realtà e le comunità del territorio rispondendo innanzitutto alla necessità di contribuire concretamente allo sviluppo dei mercati energetici locali. “Nel 2025 circa l’80% della produzione di gas di Eni nel continente è stato destinato ai consumi interni dei Paesi. Da questo tipo di approccio nascono relazioni che oggi rappresentano un elemento strategico anche per la sicurezza energetica internazionale”, spiega Descalzi nell’editoriale menzionando i numerosi progetti portati avanti al fianco di partner storici e altre iniziative legate anche a tecnologie innovative per contribuire alla sicurezza energetica, alla diversificazione delle fonti e allo sviluppo di nuove filiere industriali.
“Parlare oggi di energia in Africa significa però affrontare anche la sfida dell’accesso all’energia: ancora centinaia di milioni di persone sono prive di un accesso affidabile all’elettricità”, evidenzia Descalzi. È in quest’ottica che Eni investe in iniziative come la coltivazione di materie prime vegetali destinate alla bioraffinazione o il programma di Clean Cooking. I progetti di agri-feedstock garantiscono l’approvvigionamento di feedstock sostenibile per la produzione di biocarburanti e “creano occupazione, trasferiscono competenze e favoriscono nuove opportunità imprenditoriali”, mentre il programma Clean Cooking, avviato nel 2018, ha coinvolto a oggi oltre 4,7 milioni di persone in sette Paesi dell’Africa subsahariana. Il programma promuove l’accesso a sistemi di cottura più efficienti, riducendo l’uso di legna e carbone e generando benefici per salute, ambiente e qualità della vita delle famiglie.
“Integrare sicurezza energetica, sviluppo industriale e sostenibilità è probabilmente il contributo più significativo che il settore energetico può offrire oggi all’Africa. Un continente giovane, caratterizzato da una forte crescita demografica e da un crescente dinamismo imprenditoriale, il cui sviluppo può contribuire a rendere il sistema energetico globale più resiliente ed equilibrato”, sottolinea infine Claudio Descalzi.
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