La rapida evoluzione dello scenario energetico apre interrogativi le cui risposte contribuiranno a definire gli equilibri energetici dei prossimi anni e, più in generale, il futuro del Pianeta. Come conciliare la crescita delle rinnovabili con l’aumento della domanda di energia e la necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti? Quale ruolo può svolgere il gas in questa fase di transizione? E come accompagnare il cambiamento continuando a perseguire gli obiettivi della transizione energetica?
Sono alcuni dei temi affrontati dal CEO di Eni Claudio Descalzi, intervenuto a Parigi nell’ambito dell’Argentina Week, durante il panel di apertura “Il progetto Argentina LNG: il più grande investimento nella storia del Paese”.
Nel suo intervento, Descalzi ha posto l’attenzione su alcune delle principali sfide con cui è chiamato a confrontarsi oggi il settore energetico: da una parte la crescita delle fonti rinnovabili, anche in risposta agli obiettivi di decarbonizzazione; dall’altra, una domanda di energia che continua ad aumentare e la necessità di garantire la disponibilità e la continuità delle forniture.
Un equilibrio reso più complesso dalle incertezze dei mercati energetici e dalla necessità di orientare gli investimenti in modo da accompagnare la trasformazione del sistema, mantenendo al tempo stesso adeguati livelli di sicurezza energetica.
È all’interno di questo scenario che si inserisce la riflessione sul ruolo del gas e, più in generale, sulla composizione del mix energetico. La direzione in cui guarda Eni è quella di un sistema integrato, nel quale le diverse fonti possono coesistere e svolgere funzioni differenti in base ai tempi e delle esigenze della transizione. “Alcuni anni fa si diceva che l’era del gas era finita, oggi sappiamo che non è così, perché i mix energetici non si compongono per sostituzione bensì per addizione”, ha evidenziato Descalzi.
La diversificazione delle fonti rappresenta un elemento centrale della strategia di Eni per accompagnare la transizione verso il Net Zero, garantendo al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti e la disponibilità di energia a fronte di una domanda destinata a crescere, anche per effetto delle dinamiche demografiche e dell’aumento dei consumi. In questa prospettiva, il gas naturale riveste un ruolo rilevante a supporto della sicurezza energetica e della transizione, mentre procede parallelamente lo sviluppo della capacità da fonti rinnovabili e delle bioenergie.
In questo quadro si inserisce anche il progetto al centro del panel. Argentina LNG, definito “il più grande investimento nella storia del Paese”, metterà in produzione 12 milioni di tonnellate all’anno di Lng dal bacino di Vaca Muerta tramite la costruzione di due impianti di liquefazione flottanti, contribuendo a rafforzare la posizione del Paese come fornitore globale di GNL nel lungo termine.
La tecnologia FLNG (Floating Liquefied Natural Gas) permette di trattare, liquefare e stoccare il gas naturale direttamente in mare su grandi navi-piattaforma. Una soluzione che conferma la capacità di Eni di sviluppare competenze e innovazioni tecnologiche: “Siamo riusciti a mettere un impianto di liquefazione su uno scafo e a dargli stabilità, e lo facciamo a costi competitivi. All’inizio il costo di questi impianti era di 2 miliardi per milioni di tonnellate (di gas trattato), mentre ora competiamo con gli impianti onshore, a 7-800 milioni per milioni di tonnellate. Inoltre, questo tipo di impianto flottante è molto efficiente e può essere sviluppato in modo più rapido, senza le limitazioni che ci sono a terra”, ha spiegato Descalzi.
“Scegliendo di sviluppare il gas di Vaca Muerta con un FLNG, YPF ha dimostrato in modo concreto agli investitori che questo progetto nasce per l’export: un impianto flottante è una scelta di sviluppo chiara e vincolante”, ha aggiunto il CEO di Eni sottolineando anche che “il bacino ha un potenziale che supera i 20 milioni di tonnellate”.
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