Eni: Claudio Descalzi all’Investor Day di New York

13 aprile 2018

Una strategia rapida ed efficace, che ha portato Eni negli ultimi anni a diventare più forte operativamente e finanziariamente anticipando il crollo dei prezzi. L'AD Claudio Descalzi è partito dal presente per delineare il futuro del gruppo alla comunità finanziaria americana lo scorso 10 aprile nell'ambito dell'Investor Day: "Se nel 2014 potevamo fare fronte a investimenti e dividendi a un prezzo del Brent pari a 114$ il barile, nel 2017 siamo stati in grado di farlo a 57$ il barile" ha spiegato il manager sottolineando come in un periodo di prezzi fortemente penalizzanti, Eni sia stata capace di ottenere una forte generazione di cassa e ridurre il livello di costi e investimenti incrementando la produzione di idrocarburi e riportando strutturalmente in positivo i business mid-downstream, che erano in perdita da anni.
Con queste premesse, il gruppo si prepara a entrare in una nuova fase di espansione industriale, caratterizzata dalla crescita di valore per gli azionisti e da un ulteriore consolidamento del gruppo: come indicato nel Piano Strategico 2018-2021 presentato a New York le chiavi saranno l'integrazione tra i business e la continua attenzione all'efficienza e al rigore nella disciplina finanziaria. Entrando nello specifico, l'AD Claudio Descalzi ha previsto per il prossimo quadriennio una crescita di produzione del 3,5% all'anno e scoperte di nuove risorse per circa 2 miliardi di barili: "Peraltro, guardando al trend del primo trimestre dell'anno in corso, con una crescita del 4% anno su anno siamo perfettamente in linea con l'obiettivo produttivo che abbiamo annunciato per il 2018".
In ambito G&P l'obiettivo è far arrivare l'EBIT a 800 milioni di euro nel 2021, generando un free cash flow nell'arco di Piano pari a 2,4 miliardi di euro. Anche per l'area R&M si punta a portare l'EBIT dai 600 milioni di euro del 2018 ai 900 milioni di euro di fine Piano, con un free cash flow cumulato di oltre 2 miliardi di euro. Altri 300 milioni di euro di free cash flow cumulato saranno generati dalla Chimica, che nel 2017 ha ottenuto una performance record e che nei prossimi quattro anni continuerà a registrare risultati positivi. "Nell'arco del Piano la nostra generazione di cassa operativa continuerà a crescere, a fronte di un livello di costi e investimenti costante rispetto al Piano precedente" ha precisato inoltre Claudio Descalzi prima di mettere in risalto il percorso di decarbonizzazione che impegnerà il gruppo nel quadriennio, frutto di una chiara e definita strategia climatica integrata al modello di business.
In questo contesto l'AD è pronto a traghettare Eni in un profondo processo di digitalizzazione che include oltre 150 progetti distribuiti lungo tutta la catena del valore e la porterà nel 2021 a ridurre il 7% dei costi di produzione, il 30% dell'arco temporale improduttivo nelle attività operative e il 15% della tempistica di esecuzione delle attività esplorative.
"A fine Piano saremo in grado di fare fronte a investimenti e dividendi a un prezzo del Brent pari a 50$ il barile, rafforzando ulteriormente il nostro portafoglio di attività e accelerando la generazione di valore per i nostri azionisti" ha garantito in conclusione Claudio Descalzi. Ma l'efficacia delle strategie delineate dal manager, alla guida di Eni dal 2014, già si intravedono: grazie ai risultati conseguiti e alla robustezza del piano in corso l'AD ha potuto annunciare un aumento del dividendo 2018 del 3,75% a € 0,83 per azione, interamente pagato per cassa. Nel periodo 2018-2021 la politica di distribuzione sarà progressiva e correlata alla crescita dei risultati underlying e del free cash flow.