La transizione energetica tra sicurezza, decarbonizzazione e competitività

18 Settembre 2026

“Le recenti crisi geopolitiche ci hanno ricordato una realtà che spesso tendiamo a dare per scontata: la sicurezza energetica è una condizione essenziale per la competitività economica, la resilienza industriale e l’autonomia strategica dei Paesi”, a sottolinearlo, su LinkedIn, è Claudio Descalzi. Nel post, il CEO di Eni richiama la necessità di proseguire nel percorso verso una transizione energetica capace di coniugare decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività industriale: una prospettiva che trova riscontro anche nei risultati di uno studio sui biocarburanti sostenibili promosso da TEHA Group ed Eni e presentato lo scorso 5 settembre nell’ambito del Forum di Cernobbio.

Decarbonizzazione e competitività non sono alternative

La transizione energetica resta una “priorità imprescindibile” ma “perché abbia successo deve essere progettata con pragmatismo, valorizzando tutte le soluzioni disponibili e capaci di generare risultati concreti nel breve e medio termine”.

Per Descalzi è indispensabile che il percorso verso la riduzione delle emissioni prosegua senza compromettere la solidità del sistema produttivo. È questa la direzione in cui guarda anche Eni, a “una transizione che riduca le emissioni senza indebolire la capacità industriale, senza creare nuove dipendenze strategiche e senza compromettere sicurezza energetica, occupazione e sviluppo economico”.

Il punto centrale, quindi, è superare la contrapposizione tra obiettivi climatici e crescita economica. È questa la vera sfida su cui oggi si gioca il futuro del Pianeta: non scegliere tra decarbonizzazione e competitività ma costruire una transizione che sappia perseguire entrambe.

Una questione che interessa particolarmente l’Europa, chiamata a raggiungere gli obiettivi climatici in uno scenario globale profondamente mutato rispetto a quello in cui era stato concepito il Green Deal. Ma il tema ha una portata più ampia e riguarda “anche tutte le economie che stanno cercando di conciliare crescita, sviluppo industriale e obiettivi climatici”.

Da qui la necessità, secondo Descalzi, di valorizzare più tecnologie e soluzioni complementari: “In questa prospettiva, è fondamentale adottare un approccio aperto e pragmatico, capace di valorizzare la complementarità tra le diverse tecnologie e di utilizzare ogni soluzione che possa generare benefici”.

Biocarburanti sostenibili: il ruolo di HVO e SAF

È in questo percorso che si inserisce anche lo studio “Sustainable biofuels as a strategic lever for industrial competitiveness, energy security and decarbonization”, realizzato da TEHA Group insieme a Eni.

Lo studio individua nei biocarburanti prodotti da materie prime rinnovabili una soluzione già disponibile per contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti e, contemporaneamente, sostenere la sicurezza energetica e la competitività industriale su scala europea.

Tra le tecnologie considerate figurano in particolare HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e SAF (Sustainable Aviation Fuel): il loro utilizzo può contribuire a diversificare gli approvvigionamenti, ridurre le emissioni di gas serra lungo la filiera e preservare capacità produttive, infrastrutture e competenze industriali già presenti nei Paesi europei.

Perché i biocarburanti possono rappresentare una leva strategica

Nella prospettiva delineata da Claudio Descalzi, il valore dei biocarburanti non riguarda quindi soltanto la riduzione delle emissioni. La loro rilevanza deriva dalla possibilità di intervenire contemporaneamente su più dimensioni della transizione: decarbonizzazione, resilienza degli approvvigionamenti e valorizzazione della capacità industriale.

“I biocarburanti da materie prime rinnovabili rappresentano una delle opzioni già disponibili per contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti, rafforzare la sicurezza energetica e valorizzare asset industriali e competenze esistenti”, si legge nel post pubblicato dal CEO di Eni su LinkedIn.

Lo studio TEHA – Eni contribuisce quindi al dibattito sulla transizione attraverso dati, evidenze e una prospettiva strategica orientata a una questione centrale, sintetizzata dallo stesso Descalzi: “Come costruire una transizione energetica che sia al tempo stesso sostenibile, competitiva e resiliente”.