18 Giugno 2026

Il ritorno della geopolitica dell’energia come fattore determinante per la competitività economica, la stabilità industriale e il posizionamento strategico dell’Europa nello scenario internazionale: Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha parlato di questi temi il 9 giugno durante l’evento “Futuro Capitale” promosso da “Il Messaggero”.
Intervistato dal Direttore Roberto Napoletano, il CEO ha analizzato l’impatto delle principali crisi geopolitiche degli ultimi anni delineando sfide e prospettive per l’Europa in un contesto globale sempre più frammentato.
“L’Europa è una Ferrari senza benzina se non investe sulla sicurezza energetica”: questo il messaggio lanciato da Descalzi. “Veniamo da un periodo tumultuoso che è stato come una guerra: Covid, Ucraina, Israele-Gaza, fino alle tensioni nello stretto di Hormuz. In cinque anni è cambiato tutto”, ha spiegato il CEO di Eni evidenziandone “l’impatto enorme” per l’economia e per l’energia, mai come oggi sempre più al centro delle dinamiche geopolitiche e delle strategie industriali.
Il nodo principale resta la dipendenza europea dall’estero. “L’Europa è un grande mercato che ha pensato di poter vivere senza energia propria”, ha sottolineato il CEO. Nel confronto globale, ha aggiunto, gli scenari sono sempre più differenziati: se gli Stati Uniti hanno raggiunto una sostanziale autosufficienza, la Cina ha costruito una strategia energetica integrata su tutte le fonti e sulle materie prime critiche. L’Europa, invece, continua a confrontarsi con la necessità di rafforzare la propria autonomia strategica in un contesto di crescente competizione internazionale.
In questo quadro, il nostro Paese dispone di alcuni vantaggi competitivi legati alla diversificazione delle fonti e ai rapporti consolidati con il Mediterraneo e il Nord Africa. “Siamo molto connessi con il Nord Africa: ad esempio l’Algeria pesa circa il 22% delle forniture”, ha spiegato Descalzi. Non a caso Roma punta sempre più a rafforzare il proprio ruolo di hub energetico tra Africa ed Europa, sfruttando infrastrutture esistenti e nuovi investimenti nei collegamenti strategici.
Nel suo intervento, il CEO Claudio Descalzi ha parlato anche della necessità di adeguare le infrastrutture energetiche alla nuova geografia degli approvvigionamenti: “Finora abbiamo avuto direttrici Est-Ovest, oggi serve una logica Nord-Sud per portare l’energia dai punti di approvvigionamento ai centri di consumo industriale e urbano”: un’esigenza destinata a crescere anche in considerazione dell’aumento costante della domanda legata a elettrificazione, data center e digitalizzazione.
Descalzi ha parlato poi delle sfide legate alla transizione energetica ribadendo la necessità di un approccio meno ideologico e più pragmatico: “Le rinnovabili sono di certo fondamentali, ma da sole non garantiscono la continuità del sistema industriale”. La decarbonizzazione, ha aggiunto, deve essere accompagnata da un mix energetico equilibrato e da tecnologie in grado di sostenere settori strategici come acciaio, chimica, cemento e ceramica, evitando di compromettere la competitività industriale europea.