30 Ottobre 2026

La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica sono leve strategiche per affrontare le sfide energetiche dei prossimi anni. È il messaggio lanciato da Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, intervenuto al Palazzo del Quirinale lo scorso 29 ottobre nel corso della cerimonia di premiazione della diciottesima edizione degli Eni Award, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni Giuseppina Di Foggia.
Nel suo intervento, Descalzi ha sottolineato il valore delle persone che lavorano nella ricerca e la necessità di investire sulle competenze scientifiche per accompagnare e orientare le trasformazioni in corso: “Oggi le risorse più importanti sono i ricercatori, persone che riescono a disegnare il futuro, che combattono per qualcosa che ancora non vedono, con una grande fede nella tecnologia, in se stessi e nell’umanità. La ricerca e la tecnologia hanno un ruolo fondamentale per affrontare le sfide energetiche. Dobbiamo lavorare sulla transizione ma anche sulla capacità di consumare meno energia e di trovare nuove fonti. Per questo dobbiamo investire nella ricerca e mettere risorse”.
Nel suo intervento, Claudio Descalzi ha sottolineato l’importanza di rafforzare gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione per sviluppare nuove fonti energetiche e accompagnare la transizione: una necessità ancora più evidente alla luce della crescita di settori come Intelligenza Artificiale, robotica, spazio e difesa, il cui sviluppo comporta un fabbisogno energetico sempre più elevato: “Abbiamo investito poco in energia, gli investimenti sono su altre cose: su robotica, AI, spazio, difesa, ma sono tutte attività, strumenti che consumano energia. Sapete che l’AI raddoppierà i consumi attuali di energia al 2030 e rappresenterà il 3,5-3,7% dei consumi mondiali? Quindi la ricerca deve lavorare sulla transizione ma anche sulla capacità e possibilità di far consumare meno energia e trovare nuove fonti di energia, perché il carbone nella parte elettrica pesa ancora più del 30%, dobbiamo elettrificare ma non ci sono pozzi di elettroni. Dobbiamo cercare nuove fonti di energia che ci allontanino da una globalizzazione segmentata”.
Per Descalzi, la sfida non riguarda soltanto la decarbonizzazione, ma anche l’efficienza dei consumi, l’elettrificazione e lo sviluppo di nuove fonti. Un obiettivo che richiede investimenti e una responsabilità condivisa tra ricercatori, imprese, finanziatori e istituzioni: “Ma chi ha la responsabilità di questo? I ricercatori ma anche le aziende, i finanziatori. Servono investitori, società e questo è il fine degli Eni Award, ma serve anche una funzione pubblica competente che capisca che l’energia non è accessoria”.
Fondamentale, inoltre, orientare la ricerca verso applicazioni concrete e capaci di rispondere alle esigenze della società: “Serve una competenza istituzionale politica che guardi al time to market, che prenda le ricerche che servono alla società che sono mainstream e non le ricerche stereotipate che fanno i titoli dei giornali, perché la ricerca non fa titoli di giornali”.
Nel suo intervento, il CEO di Eni ha infine ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il sostegno alla ricerca, all’innovazione e alle nuove generazioni, sottolineando che il Capo dello Stato “crede nella ricerca, nell’innovazione e nei giovani e questo ci motiva e ci dà un grande aiuto”.
Giunti alla diciottesima edizione, gli Eni Award rappresentano uno dei principali riconoscimenti internazionali dedicati alla ricerca scientifica, anche per l’attenzione dedicata all’energia e all’ambiente. Istituiti nel 2008, testimoniano l’impegno di Eni nel promuovere l’innovazione tecnologica, la sostenibilità e l’accesso all’energia, in coerenza con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
La Commissione Scientifica che valuta le candidature ha coinvolto negli anni ricercatori appartenenti ai più avanzati istituti internazionali, tra cui sei Premi Nobel.
Per il premio Transizione Energetica, dedicato alle innovazioni per la decarbonizzazione del sistema energetico, è stata premiata Véronique Gouverneur, docente della University of Oxford: il suo lavoro di ricerca ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, sviluppando processi più sicuri e sostenibili per produrre composti utilizzati nelle batterie, ma anche nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura.
Il riconoscimento Frontiere dell’Energia è stato assegnato a Laura Gagliardi della University of Chicago: alla sua attività si deve lo sviluppo di modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, che permettono di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio, accelerando le sperimentazioni. Tra le applicazioni studiate figurano strutture molecolari capaci di catturare anidride carbonica direttamente dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica.
Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato conferito a John F. Hartwig della University of California, Berkeley per il contributo rivoluzionario al riciclo della plastica: Hartwig ha sviluppato un processo catalitico scalabile e sostenibile che permette di scomporre polietilene e polipropilene, le plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti fondamentali, rendendoli riutilizzabili per produrre nuovi materiali.
Il premio Giovane Ricercatore dell’Anno è stato conferito a Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, per uno studio sui meccanismi di trasporto delle particelle nell’acqua e sulle loro possibili applicazioni ambientali, e a Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, per una ricerca su una nuova classe di tecnologia eolica, i ventoplani, velivoli vincolati a terra da un cavo che sfruttano i venti ad alta quota per volare e produrre energia laddove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.
La sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017, ha premiato Nosakhare Jeremiah Aigbedion, della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation in Kenya, e Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo, della University of South Africa. Le ricerche riguardano rispettivamente lo sviluppo di leghe metalliche per migliorare l’accumulo di energia solare e il recupero di litio, nichel e cobalto dalle batterie esauste attraverso l’utilizzo degli ultrasuoni.
Sono tre i progetti premiati nell’ambito della sezione Eni for Innovation, che valorizza le soluzioni più innovative sviluppate da ricercatori ed esperti tecnici Eni:
La Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, promossa attraverso la scuola per l’impresa Joule, ha invece premiato tre startup. Alkelux, che valorizza gli scarti agricoli per produrre nanopolimeri destinati al packaging alimentare; Hypermeteo, specializzata nell’elaborazione di dati e indici meteorologici e climatici ad alta risoluzione; Algae Scope, che sviluppa alternative sostenibili ai PFAS utilizzando derivati delle alghe marine per conferire proprietà idrorepellenti e ignifughe a tessuti e materiali.
L’impegno di Eni a sostegno della ricerca prosegue con la nuova edizione del premio. Sono infatti già aperti i bandi per gli Eni Award 2027: le candidature potranno essere presentate entro il 20 novembre 2026.
Un’iniziativa che conferma la centralità della ricerca nella strategia di innovazione del Gruppo e che si inserisce nella visione espressa da Claudio Descalzi al Quirinale: investire nelle tecnologie, valorizzare il capitale umano e orientare le risorse scientifiche verso le sfide energetiche e ambientali che attendono il sistema globale.