Nomine partecipate pubbliche: Claudio Descalzi confermato AD di Eni

19 marzo 2017

L’Eni è la mia casa” ha dichiarato l’AD Claudio Descalzi lo scorso 1° marzo a Londra, in occasione della presentazione del piano strategico 2017-20. E lo resterà ancora a lungo, visto che il Tesoro ha deciso di rinnovare il suo mandato: una conferma importante per il manager che, nei giorni scorsi, davanti alla commissione industria del Senato, ha tracciato un bilancio del suo primo triennio come AD di Eni.

Claudio Descalzi ha dovuto fronteggiare diverse difficoltà, tra cui il calo del prezzo del petrolio, affrontate “senza toccare un solo posto di lavoro”. Ma altrettante sono state le soddisfazioni. A parlare sono i risultati: "Dal 2013 al 2016 la produzione di Eni è cresciuta del 15%, passando da 1,6 milioni di barili a 1,850 mln a fine di quest'anno" ha detto l’AD, sottolineando che si tratta dell'aumento della produzione "più ampio registrato nell'industria petrolifera".

Il manager ha inoltre evidenziato come la crescita riguardi sia il settore della raffinazione, dove dopo anni di perdite si registra un ebit positivo e il raggiungimento del break even, che quello della chimica. A questo si aggiungono le scoperte di nuovi giacimenti, perché "l'esplorazione è il motore della nostra crescita": su tutti quello a gas di Zohr, in Egitto, il più grande mai rinvenuto nel Mediterraneo. “Sono in Eni da 36 anni e grazie alla mia squadra abbiamo raggiunto risultati importanti nonostante un contesto difficile. Considero Eni più di un posto di lavoro” ha detto il manager a Londra presentando il piano 2017-20. E ora che il MEF ha deciso di riconfermargli la fiducia, Claudio Descalzi potrà portare avanti quel percorso avviato a maggio 2014, che ha consentito al gruppo di crescere.