Eni Award 2017: l’intervento dell’AD Claudio Descalzi

05 ottobre 2017

Più di 1,5 miliardi di euro investiti dal 2009 in oltre 400 progetti che hanno portato allo sviluppo di 500 applicazioni innovative in ambito tecnologico: in occasione della cerimonia di premiazione degli Eni Award 2017 l’Amministratore Delegato del gruppo Claudio Descalzi sottolinea i traguardi di un riconoscimento che “cambia pelle, una pelle che guarda al futuro e che mette in connessione più continenti” per usare le sue parole. Perché mai come questa decima edizione dell’Eni Award, punto di riferimento per le ricerche innovative sull’energia in tutte le sue forme, si caratterizza per l’internazionalità: le proposte, circa 700, provengono da 64 Paesi ed è stata inoltre istituita un’apposita sezione dedicata ai laureati degli atenei africani. “È il primo continente. Siamo la prima società e il primo produttore africani e siamo anche quelli che hanno scoperto più riserve e i più distribuiti su tutto il territorio” ha evidenziato l’AD, premiando i progetti vincenti: uno studio sull'efficienza energetica di sistemi di energia rinnovabile off-grid in Nigeria e una tesi su investigazioni geofisiche integrate del Main Ethiopian Rift applicate alla ricerca di risorse geotermiche.

Altri riconoscimenti sono stati assegnati a lavori di ricerca sull’utilizzo innovativo di idrocarburi nelle strategie di decarbonizzazione, sullo sviluppo delle rinnovabili, l’accumulo di energia, la gestione intelligente di reti e la mobilità elettrica e sulla bonifica di siti industriali. Quella verso la sostenibilità ambientale è la direzione indicata da Claudio Descalzi: una sfida che impegna Gruppo Eni quotidianamente, perché nel contrastare il cambiamento climatico “il settore energetico risulta essere quello maggiormente coinvolto dal momento che contribuisce da solo a circa il 60% delle emissioni”. Il manager ricorda che nei prossimi anni si stima un aumento della popolazione mondiale da 7 a 9 miliardi nel 2040: la domanda energetica crescerà del 30%, trainata dai Paesi non-Ocse, dove oggi il fabbisogno energetico è ancora soddisfatto per il 36% dal carbone, fonte altamente emissiva.

“Non si può sottovalutare -  ha inoltre sottolineato nel suo intervento Claudio Descalzi – il fatto che ad oggi 1,2 miliardi di persone non hanno accesso all’energia elettrica e metà di queste sono in Africa Sub-Sahariana. Tale processo di transizione energetica ha dei tempi di attuazione ancora incerti, perché le nuove energie appaiono ancora poco mature e da sole non sono in grado di dare continuità energetica a una domanda crescente”: basti pensare che oggi le risorse rinnovabili pure come solare ed eolico contribuiscono al soddisfacimento solamente dell’1% del fabbisogno energetico mondiale nonostante gli ingenti investimenti e i sussidi nel campo.

Dunque la strada da fare è ancora tanta: il gruppo guidato da Claudio Descalzi ne è consapevole e lavora per promuovere ulteriormente la cultura della crescita sostenibile. In quest’ottica risultano particolarmente utili iniziative come gli Eni Award, la cui efficacia trova conferma nella filosofia aziendale espressa dall’AD: “Per Eni lo sviluppo tecnologico è stato cruciale per il successo delle nostre attività e questo perché abbiamo sempre interpretato la ricerca attraverso un approccio volto ad operare in maniera veloce”.